Tutti pazzi per gli #hashtag

Hashtag, o meglio, #hashtag: un’etichetta, una parola chiave evidenziata nelle comunicazioni tra i vari social network, che ha cambiato e stravolto il modo di pensare e di concepire quello che ci piace. Gli hashtag, per chi ancora non lo sapesse, servono per trovare facilmente un messaggio collegato ad un argomento, per generare uno scambio di opinioni o per far partecipare le persone ad una discussione già esistente. Una volta erano gli hyperlink, ora sono gli hashtag.

ESEMPIO UNO: LE BASI

Immaginate di tornare sui banchi di scuola, immersi nella vita sociale dei vostri coetanei. Una mattina il vostro compagno di banco vi dice che #tiziodiquinta (il tizio, quello che tutti conoscono perché ha già sia l’auto che la moto da cross) si è fidanzato con #tiziadiquarta (la tizia, quella che tutti guardano in corridoio, che se regala un sorriso sembra di essere a Natale). Nei tempi passati, prima di conoscere i dettagli della love story avreste dovuto attendere la puntata successiva, cercare una fonte affidabile vicina a uno dei due, aguzzare il vostro ingegno da detective. Oggi, grazie all’hashtag, tutto è molto più semplice: digitando sui social network #tiziodiquinta, subito vi compariranno tutti i commenti e i gossip sulla storia. Quelle voci di corridoio stile “Sai che #tiziodiquinta se la fa con #tutteletiziediquarta?”; oppure “che bella coppia sono. #tiziodiquinta #tiziadiquarta”, oggi sono dichiarazioni digitalizzate e cancellettizzate.

ESEMPIO DUE: IL SOCIAL MEDIA MARKETING

Il marketing, come l’alta moda, non segue le tendenze, le impone. Per questo gli hashtag hanno avuto un’evoluzione significativa nel mondo del marketing, facendo nascere quella branca di settore che si occupa di far diventare virali i concetti espressi tramite cancelletto. Di esempi ce ne sono di tutti i tipi, dal brillante caso di MSC Crociere, che con l’hashtag #navedeigiovani negli scorsi anni ha visto un incremento del venduto e soprattutto dell’interazione social sul programma studiato per la fascia di utenti dai 18 ai 35 anni, all’epic fail di Enel con il lancio di #guerriero, che se inizialmente voleva far sentire l’utente protagonista, ha invece scatenato un flusso di lamentela contro la gestione della fornitura.

Come sempre, quando una moda esplode incontrollata è opportuno prevedere (e gestire) gli inevitabili problemi di comprensione dello strumento. Se ne vedono di tutti i colori: c’è chi apre discussioni con hashtag simili ad alcuni già in circolo, segno di una mancata ricerca preventiva tra i trending topic (c’è chi nemmeno sa cos’è un trending topic!), c’è chi sbaglia la scrittura dell’hashtag e pensando di essere cool finisce col far la figura di chi scrive una lettera d’amore alla fidanzata e firmarla con “Ti aNo”.

Come tutti gli strumenti che ci permettono di comunicare al pubblico anche l’hashtag va utilizzato con cognizione di causa, perché l’informazione ormai passa anche dai #cancelletti, ed è giusto utilizzarli correttamente.