Sono tutti fotografi

…con l’obiettivo degli altri.
Grande soddisfazione stamattina parlando con un amico.
Mi racconta di un’esperienza vissuta con un presunto “fotografo professionista” che ha realizzato alcuni scatti all’interno del suo negozio.
Premetto che per motivi di privacy il mio amico si chiamerà Pippo e, sempre per motivi di privacy, fa il fruttivendolo.

Pippo mi racconta di come questo novello Peter Parker “de’ noartri”, questo estroso dell’obiettivo che l’unica Capa che conosce è forse la sua, gli millanta un servizio da 5 stelle superlusso con tanto di close-up (dettagli, sempre per noartri) fotoritocchi, cavoli e controcavoli, che in un fruttivendolo se vogliamo dirla tutta fanno anche comodo.

Risultato?
Un servizio di scadente qualità, close-up veramente troppo close, e la classica frase che ogni cliente insoddisfatto ha il diritto di pronunciare: “Non per peccare di presunzione (e Pippo è tutto fuorchè presuntuoso fidatevi) ma con la mia digitale le facevo meglio io“.

Ma io a questo punto mi chiedo:”Tu, professionista o presunto tale, che millanti esperienza a mazzi, una volta che sei nel buio della tua cameretta con il tuo software di fotoritocco e ti rendi conto che quello che hai scattato fa palesemente pena, che è inPhotoshoppabile, non puoi farti un esame di coscienza e continuare a scattare le foto solo in vacanza?”

Per carità poi magari gli scatti sono da copertina ma se al mio amico Pippo che vende le zucchine fai la foto del picciolo, come fa lui a far percepire ai suoi clienti la qualità del suo prodotto?

Forse però il problema sta proprio nella presa coscienza e nella capacità di riconoscere i propri limiti, qualità non da tutti.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Date un’occhiata alla nostra gallery di foto e, se per sbaglio avete avuto la sfortuna di imbattervi in uno di questi Thomas di provincia (citando Blow Up), confrontatela con quello che avete in mano, poi mi farete sapere.
Senza essere presuntuosi ne altro, ma solo per offrire a chi paga la qualità che merita.