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Incubo da rientro: si può sopravvivere

I lavoratori fortunati sono stati graziati da vacanze natalizie lunghissime, dal 24 dicembre all’8 gennaio. I meno sono riusciti ad avere solo alcuni giorni liberi. In ogni caso oggi ci troviamo tutti di fronte a una triste verità: le vacanze di Natale sono ufficialmente finite. È il lunedì del grande ritorno, tutti pronti varcare le porte degli uffici. Dopo pranzi e cene, vacanze, visite a parenti ed amici bisogna rimboccarsi le maniche ed accettare la dura realtà. Però, forse non tutti sanno che è possibile rendere il rientro meno traumatico, basta seguire qualche semplice regola.

In primis non fasciarsi la testa prima di romperla. Durante le vacanze di Natale hai dimenticato tutto, ma da qualche ora non riesci a non pensare alle migliaia di email da leggere che troverai appena accenderai il pc? Ti ossessionano le scadenze che non sei riuscito a chiudere prima di andare in ferie? Calma e sangue freddo, una cosa alla volta si riesce a fare tutto, diceva la saggia nonna. Ordina le scadenza secondo la loro importanza, lo stesso con le email: alcune cose possono aspettare ed essere rimandate. Concentrati sul lavoro che stai facendo, senza spostare la mente su quello che dovrai fare dopo e dopo ancora.

Non pensare continuamente a che splendide vacanze di Natale hai trascorso e soprattutto non raccontare tutti i singoli dettagli ai tuoi colleghi: non interessa a nessuno il maglione infeltrito regalato dalla suocera o i tortellini in brodo cucinati dalla zia per il pranzo di Capodanno. Le feste ormai sono passate, bisogna avere la forza di guardare oltre ed andare avanti, ce la puoi fare!

Coccolati un pochino. Magari prima di entrare in ufficio potresti fare colazione al bar e ordinare quella brioche alla crema a cui rinunci sempre (tanto la dieta è già andata a ramengo durante le vacanze di Natale). Oppure andare a fare shopping in pausa pranzo, sono anche iniziati i saldi! Da prendere in considerazione anche l’attività fisica: sprigionando endorfine, ci fa tornare di buon umore e soprattutto è utile per recuperare la forma fisica e smaltire la brioche alla crema di prima.

Infine una buona notizia c’è in questa triste giornata: il 2017 è l’anno dei ponti. Il 25 aprile è martedì, il 1 maggio lunedì e il 2 giugno venerdì: puoi iniziare a programmare weekend in giro per l’Italia e l’Europa.

Forza e coraggio, siamo tutti sulla stessa barca.

Cena di Natale fra colleghi: come evitarla

Manca meno di una settimana al Natale e la vita in ufficio è davvero complicata. Le vacanze sono vicine, le scadenze non vi lasciano respirare, si ascoltano solo cd natalizi e la vostra collega è entrata talmente nel clima festivo che da alcuni giorni si veste esclusivamente di rosso. Cosa manca a questo elenco di sciagure? La cena di Natale coi colleghi!

Ogni anno, la settimana precedente alla fatica data del 25 dicembre è rallegrata da questo fantastico appuntamento. La cena di natale è un evergreen, odiato dalla maggior parte dell’ufficio. Ma è proprio vero che non si può mancare? Assolutamente no, basta avere un piano e organizzarsi con largo anticipo. Ecco qualche suggerimento.

Nel nostro improvvisato podio, al terzo posto troviamo: il malato cronico. Si sa è una tattica abusata e che ormai ha perso appeal. Basta però dargli una spruzzata di novità e tragedia per renderla di nuovo valida. Provate a mettervi in malattia due giorni prima della cena di Natale, in questo modo nessuno potrà accusarvi di aver finto un malessere per non presenziare. A chi invece non vuole dire non bugia, non resta che inocularsi personalmente il virus dell’influenza, a quel punto saltereste di diritto al primo posto della nostra classifica.

Medaglia d’argento va al cuoco in erba. Lavorate in una piccola realtà, in ufficio siete al massimo in sei, perché andare al ristorante? Invitate tutti a casa vostra. Attenti però questo suggerimento vale solo per chi è veramente pessimo nell’arte culinaria e, soprattutto, i colleghi devono essere a conoscenza di questa incapacità. Risultato? Nessuno avrebbe il coraggio di sedere alla vostra tavola; non sareste voi a disertare la cena di Natale, ma creereste un fuggi fuggi generale.

Rullo di tamburi per il primo classificato. L’oro va allo stacanovista. Troppe scadenze, troppi appuntamenti, troppo lavoro, insomma troppo di tutto e vi tocca rimanere in ufficio ben oltre il solito orario. L’assenza alla cena di Natale sarebbe assolutamente giustificata, perché si sa prima il dovere e poi il piacere (che in realtà questa cena sia tutto tranne che piacevole resti un segreto). In più ricadrebbe su di voi la stima del capo.

Siamo arrivati troppo in ritardo? Non riuscite proprio a scamparla? Allora vi rimane una sola alternativa: alcool.

#Christmasiscoming: tempo di regali in ufficio

Manca poco al Natale e se non hai ancora pensato ai regali, vuol dire che anche quest’anno sei ufficialmente in ritardo. La stella di Natale alla nonna, il libro al papà, un maglione alla mamma, fidanzati e amici… Ti sei ricordato di tutti? Assolutamente no, nell’elenco manca colui con cui dividi la stragrande maggioranza delle tue giornate, gioe (poche) e dolori (tanti): il collega d’ufficio.

Nel mondo del lavoro esistono diversi tipi di “collega”, per questo la ricerca del regalo non è sempre semplice. Per ognuno bisogna trovare il pensiero adatto, vediamone alcuni insieme.

In tutti gli uffici esiste il goloso: passa le serate di fronte ai fornelli per cucinare deliziosi manicaretti da portare il giorno successivo al lavoro e suscitare l’invidia di chi lo circonda. Alle dodici in punto chiede “nessuno ha fame?”. Unico problema sono quei terribili barattoli tenuti insieme da elastici e scotch che si porta sempre dietro. Quindi il regalo perfetto per il goloso è la cara e vecchia schiscetta, con vari vani per le diverse pietanze, porta condimenti, e posate; Amazon ne offre una vasta scelta.

Dopo il goloso, secondo classificato è il viaggiatore. Sempre in giro per il mondo, organizza viaggi fai da te talmente bene da fare concorrenza a un tour operator e ha visitato così tanti paesi da non riuscire a ricordarli tutti. Un regalo gradito con cui rinfrescargli la memoria potrebbe essere Pinworld: planisfero di feltro dotato di puntine per fissare luoghi e memorie dal mondo, prodotto da Città del Sole.

Vi sembra di avere di fianco Brontolo? Vuol dire che lavorate con un lamentoso. Meglio non rivolgergli la parola di lunedì e sviluppare una sordità selettiva a tutte le sue lagnanze. Per fargli capire che la vita va presa con positività, regalategli la tazza “today is a good day to smile di Mr Wonderful, chissà che riusciate a farlo diventare un po’ più allegro.

Ultimo nell’elenco, ma non per importanza è il tecnofobico. Computer, stampanti, e anche la macchinetta del caffè ce l’hanno con lui e lo puniscono bloccandosi, inceppandosi e saltando in aria. Vorrebbe vivere nel XIX secolo, quando “tutto era più semplice”. Lasciatelo di sasso con “Lettere a me stesso” di Redmond Lea. Si tratta di un blocchetto di lettere da scrivere ed indirizzare al se stesso del futuro; un’idea regalo retrò.

Ora non avete più scuse, cliccate e acquistate!