Motherhood Challenge

La Motherhood Challenge e le social-insidie

Cosa postare sui social? Scegliere cosa condividere della propria vita o di quella altrui nei propri profili è spesso molto più complesso di quanto si creda.

Proprio in questi giorni fa notizia la raccomandazione della polizia postale che condanna l’iniziativa Motherhood Challenge in voga su Facebook, ossia l’orgoglio materno di mostrarsi agli amici virtuali felici e spensierate in compagnia dei propri figli, “sfidando” altre amiche a fare lo stesso. La dinamica del gioco non è nuova, basta pensare alla più nota Ice Bucket Challenge, che qualche tempo fa ha riempito le timeline di mezzo mondo con foto di docce ghiacciate a favore della ricerca contro la SLA.

Eppure, se per l’Ice Bucket Challenge a mettersi in prima linea erano per lo più personaggi famosi, abituati a gestire la propria immagine pubblica e quella della propria famiglia, questa volta a giocare sono le donne di tutti i giorni e, di riflesso, bambini spesso molto piccoli.

La domanda è sorta a molti spontanea, richiamo di quello che è da sempre il grande interrogativo dei social: è giusto pubblicare le foto dei propri figli su Facebook? Molti stanno esprimendo la propria opinione sul caso in questi giorni, spesso in maniera nettamente contrastante: c’è chi sostiene che il web non sia da demonizzare e chi condanna categoricamente la pratica, ricordando che i social sono pieni di insidie e non vanno presi alla leggera. Infine, c’è anche chi ha raccolto la sfida in maniera diametralmente opposta, divertendosi a postare delle foto con gatti o bottiglie di vino, ambientate durante vacanze o serate in allegria, reagendo con ironia al polverone creatosi.

Sui social, lo sappiamo bene, c’è spazio per tutti. Quanto essere sé stessi, cosa condividere della propria vita o di quella dei propri cari è però una decisione molto personale: l’importante è essere consapevoli che, purtroppo, non sempre le persone che volontariamente o meno raggiungiamo sono mosse dalle più nobili intenzioni.