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Bob Dylan finalmente ha parlato: «scusate la mia assenza»

Ci sarà? Non ci sarà? Per settimane ce lo siamo chiesti, praticamente da quando sono stati annunciati i Nobel 2016. Alla fine Bob Dylan non c’è stato.

Sabato scorso, 10 dicembre, presso l’Accademia svedese di Stoccolma sono stati consegnati i Nobel. Su tutta la cerimonia ha dominato la grande assenza di Dylan, a cui è stato assegnato il Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: «aver creato una nuova espressione poetica nell’ambito della grande tradizione della musica americana». Eppure non c’è da stupirsi, il cantautore l’aveva detto da subito che non sarebbe stato presente a causa di altri impegni.

C’è chi dice che avrebbe potuto partecipare almeno in video, del resto le regole in merito sono molto flessibili. Ma Bob Dylan non ne ha proprio voluto sapere di far vedere il suo viso. Ha consegnato il suo pensiero a una lettera, letta durante la cerimonia da Azita Rraji, ambasciatrice statunitense in Svezia, in cui si scusa e garantisce di essere presente con lo spirito. Prosegue scrivendo: «Se qualcuno mi avesse mai detto che avrei avuto la minima possibilità di vincere il Premio Nobel, avrei pensato che era probabile quanto che andassi sulla Luna». La lettera originale si può trovare qui.

Sul palco al suo posto Patti Smith, amica di sempre. Con una voce ancora più arrochita dalla commozione, ha intonato “A hard rain’s a-gonna fall”, brano scritto da Dylan nel 1962 e considerato il capolavoro per eccellenza della musica folk. L’emozione gioca brutti scherzi anche a chi si esibisce da mezzo secolo sui più grandi palchi di tutto il mondo, e infatti la cantautrice ha dovuto interrompersi a metà brano e riprendere dopo aver chiesto scusa a tutto il pubblico.

Prima di Dylan solo altri due scrittori hanno rifiutato o non ritirato il Nobel. Nel 1958 Boris Pasternak è stato costretto a rifiutare dalle autorità sovietiche; lo ha accettato in seguito. Nel 1964 Sartre ha deciso di rifiutare come presa di posizione politica.

Cosa succederà ora? Il premio resterà a Dylan a patto che entro sei mesi tenga una Nobel Lecture.